Ascoltiamo i nostri occhi: la cataratta

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Cataratta

Ascoltiamo i nostri occhi: la cataratta

La cataratta solitamente si sviluppa come conseguenza del normale ed inevitabile processo d’invecchiamento dell’occhio ed è caratterizzata dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino naturale.

Il cristallino naturale è una lente discoidale biconvessa (a forma di lenticchia) di circa 10 mm di diametro e circa 4 mm di spessore, trasparente, rivestita da una capsula di tessuto fibroso ed elastico, posizionata all’interno dell’occhio dietro l’iride e davanti al corpo vitreo, che galleggia sospesa ad una rete di sottilissimi legamenti chiamata zonula.
La sua funzione è quella di cambiare la sua forma e così modificare i raggi luminosi che penetrano nell’occhio attraverso la pupilla ed arrivano alla retina, consentendo in questo modo di mettere a fuoco sia un oggetto vicino, sia uno lontano.

La cataratta può essere causata o favorita anche da alcune condizioni particolari, come il diabete, il fumo di sigaretta, l’uso di farmaci come il cortisone, una pregressa uveite (profonda infiammazione oculare), pregressi interventi di chirurgia oculare, lesioni o traumi diretti sull’occhio (cataratta traumatica), intensa esposizione a raggi ultravioletti o contaminazioni fisiche o chimiche.

La sua evoluzione è molto variabile ed è impossibile da prevedere. Potrebbe progredire velocemente nell’arco di pochi mesi o più lentamente nell’arco di anni; l’unico modo per poterla diagnosticare e curare in tempo è sottoporsi a visite oculistiche periodiche dall’oculista di fiducia.
I principali sintomi della cataratta sono: sensibilità alla luce, visione di aloni attorno alle luci specie di sera, abbagliamento notturno, improvviso miglioramento della visione per vicino, alterazione della percezione dei colori.

La terapia della cataratta è esclusivamente chirurgica, non esistono terapie mediche.
La decisione del momento in cui intervenire è sempre correlata al grado di evoluzione della cataratta stessa ed al disagio visivo che essa comporta per il paziente: è opportuno intervenire quando la cataratta inizia a compromettere la qualità della vita, interferendo con le normali attività quotidiane.
Un tempo si operava la cataratta solo quando era molto avanzata, adesso si tende ad operare molto prima, senza aspettare che sia troppo matura.

La cataratta rappresenta la principale causa di cecità reversibile nel mondo.
Secondo una ricerca dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’intervento di cataratta è l’intervento chirurgico più sicuro in assoluto ed è il più praticato al mondo: solo in Italia gli interventi di cataratta sono circa mezzo milione ogni anno.

Al giorno d’oggi l’intervento chirurgico di cataratta viene eseguito nella quasi totalità dei casi in regime ambulatoriale, senza bisogno di ricovero o degenza, ha una durata media che va dai 10 ai 20 minuti e viene solitamente eseguito in anestesia topica, utilizzando un anestetico in collirio. L’intervento prevede la rimozione del cristallino naturale, ormai divenuto opaco, tramite l’utilizzo di una sonda ad ultrasuoni e la sua sostituzione con un cristallino artificiale o “lente intraoculare” (I.O.L.), una piccola protesi trasparente in materiale sintetico di durata illimitata, che non si deteriora e che rimarrà all’interno dell’occhio per tutta la vita. Tale cristallino artificiale non può dare rigetto e non rappresenta un ostacolo ad eventuali esami radiologici come TAC o Risonanza Magnetica.
La scelta del tipo di cristallino artificiale da impiantare può consentire quasi sempre di correggere l’eventuale difetto refrattivo presente (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e, più recentemente, di correggere la presbiopia, consentendo una buona visione anche per vicino senza occhiali (soltanto in pazienti selezionati e con lenti intraoculari più costose).
Per procedere all’intervento vengono eseguite delle microscopiche incisioni, attraverso le quali vengono praticate le manovre di rimozione della cataratta e viene impiantato il cristallino artificiale. Di solito non vengono apposti punti di sutura e il recupero è pressoché immediato.
È previsto l’utilizzo di colliri disinfettanti, antibiotici ed anti-infiammatori, sia nelle fasi pre, sia post operatorie, per scongiurare l’eventualità di infezioni o infiammazioni.

 

Dott. Fabrizio Contini
Medico Chirurgo
Specialista in Oftalmologia